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30 luglio 2010

Quale sarà il futuro del Pdl???

 

Devo dire la verità, quello che è successo nelle ultime 24 ore mi ha scosso, non mi sarei mai voluto trovare in questa situazione, senza capire perché uno come me, da sempre contrario all’annessione di Alleanza Nazionale, oggi non sa che decidere rispetto all’ipotesi di scissione nel Pdl.

Ricordo dentro An, tanti, troppi berluscones, (Gasparri, La Russa, Urso, Matteoli), troppi servi sciocchi del berlusconismo e ricordo Gianfranco Fini, cameriere oscuro di Berlusconi. Ricordo la menzogna del Partito nato dal basso, di un Pdl che doveva rappresentare tutti e tutto e ricordo Gianfranco Fini, dire che il futuro sarebbe stato il Pdl.

Ma non dimentico le mie posizioni, quelle prima, durante e dopo le ultime Elezioni Politiche, quando le lettere di minacce di Antonello Liori e Mariano Delogu, mi invitavano ad allinearmi alle posizioni del Pdl.

Ricordo i miei pezzi, ancora leggibili sul mio Blog, http://www.simonespiga.ilcannocchiale.it/?r=79546

Era il Febbraio e Marzo 2008, era il momento in cui, mi sentivo preso per il culo dai cialtroni di An, servi, nani e ballerine pronti a svendere identità e storia per finire dentro il marasma del Pdl.

Ma oggi? Perché ascoltare il neo moralizzatore Gianfranco Fini? Ma invece perché stare con Silvio Berlusconi? Colui che non mi ha mai rappresentato e che oggi più che mai trovo politicamente ed eticamente lontano da me?

Devo dire la verità, esiste una comunità politica e umana che al congresso nazionale di An ha posto paletti, ha motivato criticamente l’ingresso di An nel Pdl, era Gianni Alemanno, era Roberto Menia, era Fabio Granata, ma oggi?

Il primo rimarrà dentro il Pdl, con le sue forti rivendicazioni e le sue proposte politicamente indiscutibili, ma Roberto e Fabio seguiranno la scissione e mi trovo, ci troviamo in una situazione difficile.

Tanti elettori, tanti amici, tanti camerati sono spiazzati e con loro molti dirigenti…

Apriamo una riflessione e capiamo insieme


Simone

30 luglio 2010

Il nuovo partito dei finiani? «An»

Tratto dal Corriere online

ROMA - Il nome è ufficiale: i nuovi gruppi dei parlamentari che fanno riferimento a Gianfranco Fini si chiameranno «Azione nazionale». In un primo momento era circolata la voce che fosse stato scelto il nome «Nazione e libertà». Alla fine, ha confermato l'on Roberto Menia alle agenzie di stampa, si è invece preferito un nome che riproponesse l'acronimo An, lo stesso della «vecchia» Alleanza nazionale poi confluita nel Pdl. IL GRUPPO AUTONOMO - Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl con un passato tra i radicali, ha poi spiegato che la creazione del gruppo parlamentare autonomo, a Montecitorio, arriverà già quest'oggi «perché è l'ultimo giorno di lavoro a Montecitorio prima della pausa estiva» mentre «al Senato ci sarà tempo fino alla prossima settimana». «E' un gruppo che nasce in seguito all'espulsione politica di Fini e dei finiani dal Pdl» ha poi precisato, a rimarcare la responsabilità berlusconiana della rottura.

30 luglio 2010

Finiani, via da gruppo Pdl

(ANSA) - ROMA - I deputati finiani hanno firmato una lettera di dimissioni dal gruppo parlamentare del Pdl della Camera.Queste lettere sono nelle mani del presidente della Camera, Fini, che, spiegano alcuni dei firmatari, le usera' domani 'a seconda di quello che accadra''. Al Senato sarebbero pronti ad entrare nelle 'file' di Fini Adriana Poli Bortone e Giovanni Pistorio. Alla Camera invece nessun problema: il gruppo sarebbe formato da 'almeno 34 persone'.

31 dicembre 2009

Renata siamo con te!

18 dicembre 2008

Senza troppe parole..

Pdl: Berlusconi, "Io forse piu' a destra di Fini"

18 dic 23:15

ROMA - Nella campagna elettorare in Abruzzo "sono sempre stato acclamato e circondato da uomini di An: forse hanno capito che sono piu' a destra di Fini". Cosi' Silvio Berlusconi nell'incontro con i senatori del PdL. Il presidente del Consiglio ha comunque sottolineato di ritenersi soddisfatto per come An e FI si sono fusi nel PdL. (Agr)


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28 maggio 2008

Alle affermazioni di Fini su Giorgio Almirante rispondiamo...


 PIAZZA ALMIRANTE IN TUTTE LE CITTA' ITALIANE


11 maggio 2008

Fini si dimette dal partito e nasce il Comitato di Reggenza

Oggi è una giornata importante per Alleanza Nazionale, infatti è in corso l'Assemblea Nazionale del Partito che ha nominato Ignazio La Russa, quale Reggente del Partito in questo periodo transitorio.
Sarà questa l'occasione, almeno lo spero, per rilanciare il Partito e ridare valori e linee guide ad An.
E' stata anche l'occasione per Gianni Alemanno di ricevere l'appluaso caloroso di tutti i partecipanti.
Inoltre voglio comunicare che l'On. Bruno Murgia ha un nuovo blog legato al portale de La Nuova Sardegna, visitateto e commentatelo.

Simone

9 maggio 2008

Quando si dice...un pò di critica interna

 Dov’è Alleanza Nazionale nel nuovo Governo?

ag02.pngHanno giurato! Si è formato il nuovo governo Berlusconi. Si ma ci chiediamo: dov’è il peso di Alleanza Nazionale in questa nuova compagine governativa? Abiammo rinunciato al simbolo per quattro ministeri? Di cui due senza portafoglio e con delle personalità discutibili!!?? Alcuni dicono: beh voi di AN avete Roma! Noi rispondiamo Roma l’abbiamo presa con i voti e non per nomina, a differenza della Provincia di Roma che l’abbiamo regalata alla sinistra con la candidatura di Antoniozzi!! Facciamo due conti: Fini alla Camera, che non ha di certo un ruolo governativo, contenti per La Russa alla difesa un pò meno per Matteoli alle Infrastrutture. Poi abbiamo due ministeri senza portafoglio, con Ronchi alle politiche Comunitarie “grande” uomo di partito e la Meloni alle Politiche Giovanili. Proprio su quest’ultima vogliamo soffermarci: noi di Azione Giovani dovremmo scoppiare di gioia per il fatto di avere il nostro presidente nazionale al governo, e di certo non siamo dispiaciuti, ma ci chiediamo tra tutte le personalità forti e giovani del centrodestra e che militano con passione da anni ci pare un pò azzardato dare un ministero a chi il parlamentare lo fa da due anni grazie a questa legge elettorale e grazie alle ossessive fissazioni del nostro presidente Fini…. si perchè qui si tratta di aver preso a cuore alcuni piuttosto che altri, niente di più!! Per non parlare dello scempio Carfagna una valletta prestata alla politica, che prima era esperta di trucchi, balletti e serate mondane (ancora oggi) e adesso si ritrova cucita sul suo bel sederino una poltrona da ministro…..SEMPLICEMENTE SCANDALOSO!!!! Comunque buon lavoro a tutti, noi di Azione Giovani Tivoli continueremo a fare la nostra politica seria e militante a prescindere da capi e capetti che stanno in alto solo per logiche di potere!!

Ettore Tirrò, presidente di Azione Giovani Tivoli AZIONE GIOVANI TIVOLI

13 aprile 2008

Tra flop e mugugni monta l'ira di AN. Da Repubblica.it

ROMA - La questione l'ha posta, senza troppi giri di parole, un militante sul blog di Azione giovani: "Dopo "il predellino" Fini ha attaccato Berlusconi e il suo gradimento fra la base è schizzato alle stelle, ora questo improvviso dietro-front sconcerta, irrita e sorprende". E ancora: "Checché ne dica il Secolo d'Italia, in cui si dipingeva una base tutta felice e contenta, i mugugni all'interno di An sono molti". Il "problema fondamentale", si legge sul blog dei giovani di An, "è questo: sarà una annessione o una fusione? Potremo dire la nostra o saremo solo invitati a una festa altrui?". "Che fine faremo noi di AG? - si è chiesto un altro sconsolato - Ci chiameremo i Ragazzi della libertà?".

Ecco, al di là dei proclami, alla prova dei fatti la fusione tra An e Forza Italia si sta dimostrando tutt'altro che una passeggiata. E basterebbe citare il dato forse più clamoroso, la presenza (meglio, l'assenza) dei militanti nelle piazze, per dare il termometro di come la base di An stia vivendo questo passo indietro del suo leader. Alla chiusura della campagna elettorale a Roma, due giorni fa, un incolpevole Fabrizio Casinelli, ufficio stampa del Cavaliere, è stato mandato davanti ai giornalisti ad annunciare che l'organizzazione stimava 30-40 mila partecipanti.

Peccato che il Tempo, non sospettabile di simpatie veltroniane, nei suoi articoli ne contasse al massimo duemila. La stessa "penuria" di elettori, secondo le notizie interessate della Destra, si è avuta in molti altri comizi di Fini, per non parlare del flop di Palermo. "A Tivoli e Mentana - racconta Storace - per sentire Fini c'erano 200 persone, a Monterotondo doveva inaugurare una sede di An e non s'è fatto vedere, facendo incazzare tutti. A Rieti c'era meno gente che al mio comizio, per non parlare del Corviale".



Già il Corviale. Nel grande falansterio alla periferia di Roma, dove ha preso avvio la campagna di Alemanno (alla presenza di Berlusconi e Fini), sempre le stesse maledette duecento persone. "Io Roma la conosco bene - confidava giorni fa sconsolato ad alcuni amici il forzista Fabrizio Cicchitto - e Alemanno l'avevo avvertito: al Corviale non bisognava andare, è stata una figura micidiale. A parte i giornalisti, i candidati e le scorte, ci saranno stati quattro elettori". Dentro Forza Italia l'umore è questo. Tanti a mezza bocca lamentano il disimpegno di An, riferiscono infuriati che a fare la campagna elettorale è stato solo Berlusconi. E già prevedono una resa dei conti se nel Lazio - tradizionalmente bacino elettorale di An - non dovesse scattare il premio di maggioranza al Senato .

A sentire gli uomini di Fini le cose filerebbero invece lisce come l'olio. "Certo, siamo gente che deve imparare a lavorare insieme - osserva Italo Bocchino - ma questa fusione avviene con il vento in poppa di un pronostico favorevole". Fabio Granata, uno dei meno berlusconiani di via della Scrofa, condivide l'impressione favorevole: "Ci sono dei mugugni, ma meno di quelli che mi sarei aspettato. Gli ambienti più avanzati dei due partiti vivono la cosa in modo naturale". Anche la presunta sottomissione di An al Cavaliere, di cui parla spesso Veltroni, secondo Granata sarebbe una leggenda da sfatare. "Noi abbiamo inciso in maniera considerevole sul piano programmatico - argomenta il responsabile cultura di via della Scrofa-, soprattutto sui temi della legalità e della difesa del patrimonio culturale e ambientale. Mai prima d'ora si era sentito Berlusconi chiedere in Sicilia "un voto contro la Mafia". Vorrà dire qualcosa no?".

La questione vera, al dunque, la riassume il professor Alessandro Campi, che ha appena mandato in libreria un saggio per raccontare proprio il passaggio "Da An al Popolo della libertà" (Rubbettino). "Fiuggi - premette Campi - in fondo è stato un passaggio meno traumatico di quello odierno, perché si trattava di un cambiamento di sigla nel solco di una continuità". Oggi invece Fini ha scommesso sulla disponibilità di Berlusconi a mettersi davvero in gioco, in un partito di cui, in teoria, domani potrebbe non essere più il leader.

"È un investimento di lungo periodo - ammette Campi - e Fini lo sa. Finche Berlusconi vive sarà lui il dominus incontrastato, ma si tratta di immaginare un percorso che vada oltre Berlusconi". Purtroppo, come dice il ritornello dell'inno forzista, per ora "Silvio c'è".

13 febbraio 2008

Riflessione a Voce Alta

Cari camerati,

questi sono giorni complicati, tortuosi, difficili ma anche molto stimolanti.

Dal momento in cui, la mattina dell’8 Febbraio, ho sentito prima Berlusconi e poi Fini affermare della nascita di una nuova formazione politica in Italia, mi sono sentito smarrito, senza più la mia corazza e la spada.

Credo che tanti di quelli che leggono questo mio piccolo contributo al dibattito interno, si siano trovati nella stessa condizione. Da più parti, in questi giorni, si sono sentite voci di sostegno alla politica di Fini, anche nelle file della Destra Sociale molte sono state le voci di assenso. Gianni Alemanno ha contestualmente chiesto la convocazione straordinaria di un congresso del partito, unica strada possibile anche per poi decider di imboccare la strada del partito unico con la consapevolezza, il confronto e la giusta partecipazione della base del partito.

Ma essendo io, uno che di battaglie dentro il nostro partito ne ho fatte e ne faccio giornalmente, credo che sia oggi indispensabile aprire un dibattito a trecentosessanta gradi su questa sfida che ci troviamo davanti e per questo credo che non possa essere che la destra identitaria la prima a doverne discutere.

La sfida del partito unico mi stimola, mi rende schiavo delle mie passioni, come direbbe Battiato, mi porta a cercare nuove e più importanti forme di aggregazione dentro un percorso politico della destra sociale, popolare e nazionale.

Certamente il passo per arrivare ad un percorso politico comune non può essere quello dell’annessione berlusconiana, ma ha bisogno di regole, strategie e soprattutto programmi credibili che non possono prescindere dalla nostra visione della vita e dal nostro modo di essere tra la gente, giorno dopo giorno.

Quindi per concludere, nel condannare categoricamente le modalità che hanno portato a questo soggetto elettorale, mi chiedo e lo chiedo a voi, perché non accettare questa nuova immensa sfida che potrebbe essere la nascita di una vera rivoluzione italiana per ridare dignità e onore alla nostra patria?

Simone Spiga

Identitario.org

13 febbraio 2008

Grazie a Dio c'è Clemente...

 "Per me e' un ritorno a casa. Si', nella Dc. Anche Fini ha detto che la prospettiva e' quella del Ppe. E quindi sara' un po' come ricostruire la Dc. Non sono io che vado a destra, ma Berlusconi e Fini che vengono al centro, dove io sono sempre stato".

Lo afferma Clemente Mastella sul 'Corriere della Sera'.


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9 febbraio 2008

E nel nuovo sito del Popolo delle Libertà, si sono dimenticati di An...

Questa mattina facendo un bel giro nei vari siti di Politica, alla ricerca di dichiarazioni, commenti e critiche su questa frettolosa scelta di Fini e della sua combricoletta, mi sono trovato nel sito del Popolo delle Libertà che sarà il sito ufficiale della nuova formazione politica di Fini, Berlusconi, Mastella, Dini, e tanti altri.....
Come era prevedibile, Forza Italia fa da padrone, annettendo tutti gli altri, come una grande aspiratutto della politica italiana...
Grazie Gianfranco, Grazie Andrea Ronchi, che volete che siano sessant'anni di storia politica?

Simone


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8 febbraio 2008

Donna Assunta boccia la lista unica: «Fini non è il padrone del simbolo»

«Fini non è il padrone del simbolo di An: se vuole ammainare le bandiere e mettere la fiamma in soffitta, lo dica chiaramente al popolo di destra. Riunisca la gente di An e chieda il permesso agli elettori, bisogna vedere se saranno d'accordo».

Donna Assunta Almirante prende le distanze dal leader di An Gianfranco Fini, che ha aderito al Popolo della libertà di Silvio Berlusconi. La moglie dello storico fondatore del Msi si definisce «in uno stato di confusione totale e- assicura- come me lo saranno molti elettori che sulla scheda elettorale non troveranno più il simbolo della fiamma. Possibile - si chiede- che Fini, di cui tutto si può dire tranne che sia uno stupido, non abbia vagliato più attentamente la situazione prima di prendere questa scelta?». Perché, avverte, «se Fini ha veramente intenzione di mettere il simbolo in soffitta, ci sarà sicuramente qualcuno che si alza in piedi e dice: "Bene, se la fiamma non t'interessa, allora me la prendo io. Ci sarà eccome quel qualcuno...».

Donna Assunta, poi, lascia aperto uno spiraglio: «Spero che sia una decisione momentanea, provvisoria. Dettata dalla consapevolezza che il Pd si può sconfiggere solo uniti». Insomma, sintetizza, se si trattasse di un semplice «accordo elettorale», allora la mossa avrebbe la sua benedizione. Comunque, la scomparsa del simbolo di An, sottolinea Donna Assunta, «resta un fatto molto negativo, che può mettere a rischio l'esito del voto». Poi, una bacchettata alla scelta di andare subito alle urne: «È stato sbagliato chiedere di andare in fretta e furia al voto. Prima- osserva- andava fatta la riforma della legge elettorale: è questo che vuole veramente il popolo. Le elezioni le vogliono solo i partiti e i politici».


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8 febbraio 2008

Quando Fini diceva....

Fini: "Non esiste alcuna possibilita' che An confluisca nel nuovo partito di Berlusconi"

Domani fanno due mesi esatti da quella domenica in cui, all'Hotel Ergife di Roma, il 9 dicembre scorso, il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, mise in chiaro, davanti all'Assemblea Nazionale del partito, che An non sarebbe mai confluita nel Partito della liberta'.

Erano altri tempi, certo. Nell'aria c'era l'accordo tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni sulla riforma elettorale sul modello del Vassallum. Fini la bollo' come una "legge truffa" e promise duro ostruzionismo: "Una legge siffatta in Parlamento non passera' mai", assicuro'. Eppoi c'era stato l'ormai famoso annuncio dal predellino dell'automobile con cui il Cavaliere rese nota l'intenzione di far nascere un partito della liberta' contro "i parrucconi" e contro "il teatrino della politica". Un annuncio che non piacque affatto agli alleati della Cdl: Udc, Lega, An formarono un inedito asse del 'no' contro il progetto di Berlusconi.

E Fini lo spiego' con enfasi. Pubblicamente. "Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali". E aggiunse: "Da queste mie parole volutamente molto nette voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilita' che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi". Poi venne la crisi. E nel giro di poche ore la possibilita' non solo e' rispuntata ma e' anche diventata realta' concreta.

Tratto da RaiNews24


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8 febbraio 2008

Hanno ucciso il nostro partito?

Che bella domanda, la notizia di oggi in questi primi istanti mi sconcerta, chiaramente è una prima impressione, ma credo che la decisione di fare una unica lista per le Elezioni Politiche mi trova contrario, sostanzialmente per due motivi, in pratica per troppi....
Non credo sia il momento di annacquare la nostra identità e il nostro modo di essere Partito, ma poi credo che l'elettorato senza un reale coinvolgimento rischierebbe di non capire questa mossa..
Ora c'è solo da attendere e capire le prossime mosse.

Aspettiamo, tanto un cadavere ci passerà davanti...


Simone


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11 gennaio 2008

RIFIUTI: SOLIDARIETA' FINI A MANIFESTAZIONI AN IN SARDEGNA =

Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - Stamane il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha telefonato a Mariano Delogu, Coordinatore Regionale del Partito, per essere informato in dettaglio su quanto era accaduto ieri sera in occasione delle manifestazioni che erano state indette da Alleanza Nazionale e Azione Giovani per contestare la decisione unilaterale ed immotivata del presidente Soru che ha autorizzato, senza richiedere parere ad alcuno, il trasferimento di ingenti quantitativi di rifiuti dalla Campania alla Sardegna.

Dopo aver sentito come si erano svolte le manifestazioni (del tutto scevre di qualsiasi forma di violenza) -informa una nota- e quali erano state le fondate motivazioni che le avevano determinate, Fini ha chiesto a Delogu di significare a tutti i partecipanti il suo personale apprezzamento e la sua sentita solidarieta'.

In particolare, Fini e' stato lieto di apprendere che le lesioni riportate da due giovani sono risultate assolutamente lievi e che tutti coloro che erano stati accompagnati in Questura per essere identificati, sono stati immediatamente rilasciati.


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3 gennaio 2008

AN/ FINI VERSO LA COSTRUZIONE DEL 'PARTITO DEGLI ITALIANI'

Roma, 3 gen. (Apcom) - "L'unità della coalizione è un valore che va costruito con pazienza e profondità, coinvolgendo tutti coloro, e sono la maggioranza, che hanno valori e programmi alternativi al fallimento delle sinistre. Noi siamo pronti a fare la nostra parte". E' uno dei passaggi della bozza del documento che Alleanza Nazionale sta preparando in vista della conferenza programmatica fissata dall'8 al 10 febbraio a Milano.

Il settimanale 'Panorama', da domani in edicola, anticipa i punti chiave del documento al quale stanno lavorando cinque tavoli tematici coordinati dal presidente di An Gianfranco Fini. L'obiettivo della conferenza di Milano è quello di lanciare l'Alleanza per l'Italia "che agisce nell'immediato ma guarda al futuro". Entro metà gennaio sarà diffuso il documento finale che sarà preliminarmente discusso in 20 conferenze regionali.

'Panorama' anticipa anche i capitoli di un programma al quale stanno lavorando Maurizio Gasparri (Sicurezza), Ignazio La Russa (Riforme), Altero Matteoli (Ambiente), Gianni Alemanno (Economia e lavoro) e Andrea Ronchi (Identità italiana e cultura). La bozza del documento in possesso del settimanale riprende alcune tesi politiche del 'sarkozismo', contiene un forte richiamo al "radicamento identitario, il primo passo della costruzione del partito degli italiani" e riscopre la critica originaria della destra sociale alla "globalizzazione non governata, senza una cultura dell'interesse nazionale".

Sui temi sociali c'è un 'ritorno' al motto Dio, patria, famiglia, tanto che il partito di Fini lancerà una campagna "in difesa del diritto alla vita e della persona". Questa linea, spiega il settimanale, segnerà il riavvicinamento di An alle posizioni del Vaticano sui temi etici.


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19 novembre 2007

Partito del popolo, Fini: "Non se ne parla proprio"

"An non si scioglie, non esiste. Del Partito del popolo di Silvio Berlusconi non se ne parla proprio. Rappresenta una scorciatoia personalistica e plebiscitaria". A dirlo Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, alla trasmissione "Panorama del giorno" su Canale 5, in risposta alle dichiarazioni del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che ha annunciato ieri la formazione del nuovo partito del centrodestra chiamato Partito del popolo. "Siamo sempre disposti a dialogare - continua Fini -. Eravamo pronti a farlo prima con Forza Italia e siamo disposti a farlo ora con il nuovo partito. Alleanza nazionale c'era prima di Fi e ci sarà ancora, siamo vecchi del mestiere. Positivo comunque il cambio di strategia del cavaliere nei confronti del referendum e delle riforme"


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13 ottobre 2007

An porta 400mila manifestanti contro Prodi

 L'idea è quella di presidiare il centro di Roma lanciando un grido di allarme per una situazione che in An non esitano a definire di emergenza. E la manifestazione, secondo gli organizzatori, la prima da 11 anni con il solo simbolo di An in piazza, è andata ben oltre le previsioni: ci si attendevano 100mila presenze nella Capitale; chi si sbilanciava era arrivato a pronosticarne addirittura tre volte di più. Invece Gianni Alemanno e Altero Matteoli, dal palco allestito all'Anfiteatro Flavio, hanno parlato di più di 400mila partecipanti. «Mi dicono che anche piazza San Giovanni è piena, se è vero che c'è così tanta gente, io penso che saremo 400-500 mila persone», ha detto Matteoli, presidente dei senatori di An. «Questo vuol dire - aggiunge - che il partito c'è, era da tanto tempo che non organizzavamo qualcosa di nostro, il rischio c'era, ma la prova è ampiamente superata». Gli fa eco Gianni Alemanno: «Si aspettano altre presenze al momento del comizio previsto per le 18, ma al momento siamo oltre 400mila. Ci sono - spiega - circa 30mila persone al Colosseo e 200mila persone nei due cortei che stanno sfilando per dirigersi al luogo dove parlerà Fini».


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12 ottobre 2007

AN, SUL CORSERA IL "GIALLO" DEI MANIFESTI DI FINI COL SALUTO ROMANO

Roma, 12 ott - Il Corriere della Sera punta l'attenzione sul "giallo" dei 10 mila manifesti comparsi sui tabelloni dell'ufficio affissioni del Comune di Roma che ritraggono Gianfranco Fini col braccio alzato come nel saluto romano. Sotto il leader di An, sorridente e con all'occhiello un distintivo biancoceleste del partito, la scritta: "Fini, una garanzia ideale e politica". Sono firmati da uno sconosciuto "Centro studi ideale e di libertà"e stampati presso un'anonima tipografia ciociara. Manca il timbro dell'ufficio affissioni, perciò sono abusivi. Il quotidiano raccoglie il commento di Gianni Alemanno, numero due di An: "E' la provocazione di qualcuno contro la manifestazione di sabato. Che deve venire però da ambienti della nostra destra". Si cita quindi la nota ufficiale di An: "Chi ha interesse a pescare nel torbido alla vigilia della manifestazione di An? Chi c'è dietro questo sedicente e ignoto centro culturale? Sarà interessante conoscerlo, ma è certo fin d'ora che quando si ricorre a simili espedienti da magliari si è politicamente alla disperazione". Il quotidiano nota che a destra tutti si affrettano a prendere le distanza: dalla Fiamma Tricolore a Forza Nuova, da Casa Pound alla "Destra" e che quindi la pista punta sulla Ciociaria, poiché è nelle Industrie Grafiche Editoriali del Sud di Isola del Liri che è stato stampato il manifesto."Me l'ha commissionato il venditore di carta Massimo Petrucci, di Arpino", confessa il titolare Pasquarelli al Corsera. Petrucci, che non ha ancora saldato il conto di oltre 4 mila euro, ammette: "Non sapevo neanche bene di che si trattasse. A chiedermelo è stato un cliente, uno che stampa. Non vuole comparire. Il Pdf, alla tipografia, l'ha mandato direttamente lui". Occhi puntati allora sull'editore Giuseppe Ciarrapico. Che dalla sua raccaforte di Latina, dove regna su un giornale che pochi giorni fa aveva un'intera pagina pubblicitaria per un'escursione' in autobus il 28 prossimo a Predappio, dice: "Quel manifesto in formato più piccolo l'ho fatto io qualche anno fa, è vero. Ma ora non c'entro. Credetemi, sono innocente.
Certo, se mi avessero chiesto di firmarlo l'avrei fatto volentieri". Tra i responsabili, informa il Corsera, non resta che un fantomatico circolo di "Azione futurista". Che minaccia effettivamente una "provocazione": il 28 ottobre, alla manifestazione indetta da Alleanza Nazionale.


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permalink | inviato da simonespiga il 12/10/2007 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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